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25 maggio 2012 / bommaraya

Veronica Marchi – “La guarigione”


di Corrado Sciò


Siamo alla terza fatica di Veronica Marchi. Qualcuno ha già descritto questo lavoro dandogli una connotazione prettamente intima. Stilisticamente può apparire tale, tecnicamente è un lavoro estremamente collettivo. A cominciare dai testi, in parte “editi” sul blog (nerosubianco-nerosubianco.blogspot.com) della cantautrice veronese. A seguire la scelta di condividere destino e arrangiamenti con i musicisti e di suonare tutto in presa diretta.

Il disco è una sorta di raccolta di “scenografie” come in una mostra fotografica ed è un po’ la tendenza anagrafico-culturale che investe la mia generazione che è più o meno la stessa di Veronica: noi siamo un po’ i senza-trama, quelli del lavoro che se non ce l’hai ti vergogni della sua assenza e se ce l’hai, è talmente di merda che arrivi a vergognarti della sua essenza; quelli a cui non si negano le aspettative, piuttosto gli strumenti per mantenerle.

Senza farla troppo lunga, lo strano equilibrio che contiene ogni canzone, fra il detto e il non detto, non è una questione intima né tantomeno una forma di autocensura, è piuttosto un riflesso quasi incondizionabile che è dato dall’identità: se riconosci la scenografia (non la sceneggiatura), sai già di che film si stia parlando. Gli argomenti più o meno a piacere: solitudine, lontananza, amore, ferimenti e “guarigioni”, sono sbeccati, colpiti di struscio ed aderiscono perfettamente a ciò che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, che spesso non abbiamo il coraggio di temere ma conserviamo l’imprudenza di non saper dire.

I sogni grandi hanno menti pigre, menti che non comprerebbero un tavolino da campeggio col rischio che poi debba essere usato. Comprerebbero piuttosto un metrocubo di marmo di Carrara, praticamente irremovibile dal luogo dove è stato scaricato e il sogno è uno solo: che qualcuno lo rimuova a sue spese e ci regali quel dannato tavolino da campeggio! Tutto ciò sta a significare che si tratta di un disco più di inflessione che di narrazione, dalla poetica ingombrante e che conserva comunque, il sogno di essere ampiamente diffuso… quasi alla stregua di un tavolino da campeggio!

Nel complesso, l’intero lavoro è un apparato perfettamente funzionante. I musicisti oltre ad essere “maestosi” di loro, sono integrati alla precisione. Il disco è bello… e non è pesante come il marmo di Carrara!

Voto : 8/10

Genere: cantautorato

Produzione:  Cabezon

Anno: 2012

Sito web: http://www.veronicamarchi.it/

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