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17 maggio 2011 / bommaraya

Caliban + As blood runs black + altri – 14 maggio 2011 al Latte + di Brescia

di Fabio Morreale


Più di un centinaio di spettatori ha accolto questo interessante evento meta di metà maggio, robabilmente attratti dal contenuto costo del biglietto e da un bill di tutto rispetto.

For Today

Ad aprire le danze i For Today, band christian metafore statunitense che copre mediocremente i venti minuti che le sono concessi. Breakdown continui, o qualcosa di simile visto che si faticano a definire tali vista l’assenza del fattore break. Suonano continui mid/slow-tempo che accendono le poche dozzine di ragazzini sotto il palco accompagnandone il mosh. La buona presenza scenica e i discreti suoni colmano in qualche modo la scarsa originalità compositiva. Da segnalare un monologo di almeno due minuti del vocalist che tesse le lodi di Gesù Cristo.

Adopt

Quando salgono on stage gli Adopt ci si chiede se sia cambiato il gruppo o se a suonare siano ancora i For Today. Stesse strutture compositive, stessi suoni e stesse movenze sul palco. Dopo un paio di canzoni però questi giovanissimi svedesi dimostrano di avere (forse) qualche carta in più da giocarsi rispetto ai For Today. Aumentano i pezzi veloci hardcoreggianti che risultano piuttosto graditi al sottoscritto. Al centesimo breakdown ci si chiede che contributo possa portare questo gruppo alla scena metafore satura già da 5 anni.

As Blood Runs Black

Attesissimo ritorno della band deathcore californiana che presenta il nuovo lavoro “Insinct” con una line-up cambiata per i tre quinti. Della formazione originale, che aveva realizzato il deput “Allegiance”, rimangono solo il batterista Leche (meno male) e il bassita Nick. Il nuovo vocalist è un frontman sicuramente superiore a quello presente alla loro prima apparizione in Italia. Tuttavia pecca un po’ sul contatto col pubblico che alla seconda canzone In dying days è già in visibilio. Per una buona mezz’ora i nostri sfoderano potenza, blast beat, riff massicci e breakdown violentissimi. Rispetto ai due gruppi di apertura siamo su un altro pianeta. Molto buona la tecnica generale, le chitarre sono estremamente precise e il solito giovane Leche ammalia il pubblico con un ottimo drumming, esaltandosi ulteriormente in My fears have become phobias.

Caliban.

Ennesima apparizione dei beniamini tedeschi in Italia. Maestri e (co)inventori del metalcore, possono permettersi di continuare la manifestazione con la serie di breakdown che dura ormai da due ore. Propongono un repertorio molto vasto che spazia da un datato ep all’ultimo album “Say hello to tragedy”. Il pubblico risponde ottimamente alla vivace performance del quintetto, obbedendo di buon grado al vocalist Andy quando propone (per due volte) l’immancabile wall of death. Non mancano i momenti che potevano esserci risparmiati in cui vengono suonate delle pseudo-ballad inserite quasi forzatamente e poco apprezzate dall’audience. Ma i Caliban si fanno perdonare spolverando i loro grandi capolavori I will never let you down, Life is too short, Nothing is forever. Da segnalare una cover dei Rammstein ben realizzata.

Organizzatore: Hellfire booking

Pubblico: ***

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