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19 maggio 2011 / bommaraya

Presentazione “Il regno animale” di Francesco Bianconi – 17 maggio 2011 al museo di storia naturale di Verona

di Giuseppe Perdichizzi


Partiamo da una premessa: difficilmente nella vita si avrà a che fare con personaggi del calibro di Francesco Bianconi nel modo in cui è capitato a me. Ovvero, dal punto di vista lavorativo. Ciò da la possibilità di scoprire aspetti particolari della personalità di un artista, che difficilmente si potrebbero cogliere durante un’intervista o un incontro coi fan.

È partendo da questa premessa che devo riconoscere a Bianconi un’umiltà e una modestia (a volte sfocianti in vera e propria timidezza) che non ci si aspetterebbe certo da un uomo che può tranquillamente essere inserito tra le personalità di spicco del panorama musicale italiano. Bianconi è venuto a Verona lasciando a casa il leader dei Baustelle, e presentandosi come scrittore emergente che presenta il suo romanzo d’esordio: “Il Regno Animale”.

È stato sicuramente un reading particolare per l’artista, presentato in un luogo altrettanto inconsueto. Ciò glielo si leggeva negli occhi divertiti mentre girava, curioso e affascinato, tra le sale del museo di Storia Naturale (lo stesso percorso, tra l’altro, è stato proposto al centinaio di spettatori che hanno partecipato all’evento). La discussione è iniziata alla presenza di un altro big della musica italiana: Enrico De Angelis, responsabile artistico del Club Tenco.

È stato un botta e risposta sui contenuti del romanzo, con un De Angelis attento indagatore delle tematiche più interessanti che il libro va a trattare. Si parte così dall’etichettare il volume come romanzo di formazione. Formazione di un uomo che vive in un mondo, l’Italia di oggi, che sta velocemente regredendo a contenitore di un bestiario umano dalle mille sfaccettature. Il discorso passa poi alla presenza, nel libro, di una moltitudine di personaggi famosi (da Valerio Mastrandrea a Isabella Ragonese; due nomi scelti non a caso, come scoprirete se deciderete di leggerlo). Vengono nominate persone reali in contesti reali, e da finzione si passa quasi a cronaca. Talmente reali, per l’autore, da inserire anche sé stesso con nome e cognome, Francesco Bianconi.

La scelta, ovviamente, è ben ponderata. Bianconi vede nel romanzo una forma di neo-neo-realismo: il disegno di un mondo fatto di nomi, in cui la sostanza si è persa. Dell’essere umano non è rimasto che un nome appunto, come l’elenco di un bestiario. Impossibile a questo punto non parlare della sua inclusione nell’elenco. La risposta è più che altro uno sfogo: sulla  sofferenza del vivere un ruolo pubblico che giocoforza ha, ma che non sopporta.

Il libro, in questo senso, è stato un autoanalisi continua: Bianconi si ritrova a vivere pienamente in questo regno animale e ne è ben consapevole. Non si poteva poi tralasciare una descrizione dei luoghi in cui è ambientato il romanzo. Milano soprattutto; la nuova Milano, fatta di sterminate periferie, di grandi centri commerciali, di immigrati, di indifferenza, e di nuove tensioni sociali.

Il finale con una bella trovata di De Angelis: sesso, droga e rock’n’roll! Droga onnipresente nel libro, consumata da tutti, in tutte le fasce sociali. Droga come normalità. Sesso, con significato ambivalente. Malvagia espressione della mercificazione del corpo da parte della società occidentale, ma anche amore da opporre alla decadenza della quotidianità. Musica, infine e giustamente, con la lettura di una parte delle tantissime citazioni presenti nel libro.

Dopo il botta e risposta con De Angelis il reading si trasforma in vera e propria performance, grazie alla presenza di un Bianconi bis, il fratello Ettore. Grazie a un sintetizzatore, il tastierista dei Baustelle ha creato live musiche e suoni sulle parole del fratello che leggeva brani del romanzo. Sullo sfondo video concettuali, di una decadente Milano dalle immense periferie, con i cantieri tanto efficienti quanto desolati e desolanti.

Atmosfere ricreate perfettamente dalle parole di Francesco Bianconi, sicuramente accentuate e amplificate da un artista da non sottovalutare, il fratellino Ettore.

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