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26 maggio 2011 / bommaraya

Caparezza – “Il sogno eretico”


di Francesco Bommartini


Inizia addirittura con un estratto del Nessun dorma il quinto album di Caparezza. Peccato che quest’intro pomposa venga subito tradita dalla mediocre Chi se ne frega della musica. E il resto de “Il sogno eretico” naviga in mari tempestosi. Personalmente sono stato traghettato al termine delle 16 tracce più per la fama di Caparezza che per effettivi meriti compositivi. In questo lavoro c’è poco da ricordare.

Se eccettuiamo qualche pezzo l’ispirazione musicale del cappelluto cantante di Molfetta è latitante. Già nel precedente “Le dimensioni del mio caos” avevo notato il ricorso a soluzioni più banali rispetto a quanto fatto nei primi dischi. Sembra quasi che il tentativo di espandere le proprie influenze stia giocando un brutto scherzo a Capa. Da quando ha messo in secondo piano le campionature la maggior parte delle composizioni risultano poco efficaci. In particolare quando si proietta sul rock.

A tal proposito non posso che definire brutto il ritornello di Il dito medio di Galileo. Altrettanto indigesta è House credibility, noiosetta Messa in moto, non troppo riuscita Cose che non capisco. Va decisamente meglio nella danzereccia, ancorchè trascurabile, Sono il tuo sogno eretico così come  nell’ottantiano singolo Goodbye Malinconia. Ma il meglio con la M maiuscola arriva alla fine con la criptica Non siete stato voi, La ghigliottina e la folle Ti sorrido mentre affogo. Una nota di merito anche per la reggae Legalize the premier con tanto di featuring con Alborosie.

Come spesso accade quando si entra territori pseudo rap “Il sogno eretico” viene spesso salvato, e in rari casi esaltato, dalle capacità testuali di Caparezza, un vero e proprio cantautore moderno. A suo modo il cappelluto cantante è in prima linea contro l’aberrante società in cui viviamo e le incoerenze che la falcidiano.

Tra i testi da segnalare c’è quello di Non siete stato voi (“Non siete Stato voi che siete uomini di polso – forse perché circondati da una manica di idioti”), le invettive di Cose che non capisco (“Ore 13 a tavola – riuniti davanti al Tg come ellenici all’agorà – notizie del principe e di Corona, di Draghi e del cavaliere, cos’è? Una favola?), l’amarezza di Goodbye malinconia, la giocosa hollywoodiana Kevin Spacey e i doppi sensi di Ti sorrido mentre affogo (“Non mi interessa essere capito, mi interessa essere, capito? Essere! Capito?”).

Insomma, se vi aspettavate, o come me speravate, in un “Verità supposte” bis, rimarrete delusi. Ma Caparezza rimane ancora, nonostante tutto, un’ancora di salvataggio per chi crede che la musica, e l’attualità, vadano affrontate con intelligenza.

Voto : 6/10

Genere: rap – rock

Prodotto da: Universal Music

Anno: 2011

Sito web: http://www.caparezza.com/

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