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27 maggio 2011 / bommaraya

Backing band project – “Demo 2011”


di Mattia Brunelli


Conosco i Backing Band Project da un anno circa. Ho visto una delle loro prime esibizioni in assoluto e li ho seguiti da sotto il palco diverse volte. Sono figli dello stoner rock più cazzuto che ci sia e sudano coraggio ad ogni canzone suonata. Si perchè a mettere in piedi un progetto simile in quest’epoca di LadyGaga e Amici di Maria ci vuole molto coraggio. Elia e Dork sono di Verona e producono uno sound che richiama i primi Queens Of The Stone Age e i più recenti Them Crooked Vultures. Con una piccola differenza. Sul palco salgono solo loro, con una batteria, un basso effettato e un ampli. Niente di più, niente di meno. Però, quando attaccano a suonare…non li ferma nessuno!
E’ difficile descrivere un sound così compatto come il loro. Un sound che io non avevo mai sentito. Il demo è prodotto direttamente dalla band e registrato da Dork nel suo studio casalingo. Un bel sound chiaro, pulito, miscelato con rigore e devo anche dire che una batteria così perfettamente microfonata non la sentivo da tempo in demo autoprodotti. Il demo è composto da 5 brani. Brani esclusivamente strumentali che non superano i 4 minuti di lunghezza.
Certe volte, da qualche parte, si sentirebbe l’esigenza di inserire qualcosa che vada oltre il basso e la batteria. Delle tastiere hewlettiane magari o dei beat sintetizzati. Qualcosa, insomma, che riesca a strutturare meglio i brani più corti. La cosa bella è che in ogni brano ci sono almeno 5-6 linee di basso differenti e non si ha mai la sensazione di essere stati fregati da una linea di basso che si srotola ininterrotta e monotona per tre minuti. Ogni brano è complesso, costruito ad hoc e inventato con arguzia.
Sabbath esplode subito senza avvisare e lascia decisamente spiazzati, incuriositi, e sai subito che questo demo non ti basterà mai. Sono 10 minuti che passano veloci; giocano in contropiede questi BBP e mentre Black Thunder sembra un pitbull che ti azzanna alla coscia senza possibilità di scampo, Song 3 entra potentissima con quel giro di basso che sembra quasi saccheggiato ai Franz Ferdinand. Il finale si gioca in due tempi con Hypnorospo e The Final. La prima di zappiana memoria, la seconda è una canzone che, se Tarantino sentisse, vorrebbe subito come title track per il suo nuovo film.
Sono abbastanza sicuro che Verona come città della musica, come ha dato in passato, possa dare ancora del filo da torcere alla Torino di questi anni, come all’Inghilterra degli anni ’90. Bisogna solo crederci un po’ di più e nn svendere i propri sogni. Spero che il futuro album dei Backing Band Project sia solo il primo di una lunga serie di album di band veronesi pronte ad invadere il panorama italiano ed estero.
I
BBP sono essenzialmente un live band. Una live band che è riuscita a riportare su disco un sound senza predenti. Un sound nuovo, fresco, incazzato. Da ascoltare in tangenziale dopo 10 ore al servizio dei clienti. Garantisco che funziona. Eccome!

Voto : 9/10

Genere: stoner rock

Prodotto da: Dork records

Anno: 2011

Sito web: http://www.facebook.com/BackingBandProject

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