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28 maggio 2011 / bommaraya

Diego Beltramini parla della “Verona Hardcore”

domande di Francesco Bommartini

risponde Diego Beltramini


– Quando, come e perchè nasce la Verona Hardcore?
La Verona Hardcore nasce quasi per scherzo, la data ufficiale può essere il 24 marzo 2008, data del primo Hardcore Fest. Tra amici si era arrivati ad una situazione ormai insostenibile di apatia, ci serviva qualcosa in più, avevamo bisogno di andare oltre la routine del, citando i Safe Crash, “lavoro casa doccia e poi”. Dal nulla quindi abbiamo organizzato questo primo concerto, rendendoci conto che si poteva fare qualcosa in più, cercare di sostenere sia le band che la scena per divertirci sotto e sopra il palco.

– Chi gestisce la VRHC e come vi dividete i compiti?
La gestione è principalmente di gruppo, si cerca tutti di fare qualcosa, cercando di conciliare i propri impegni con questo. C’è chi passa il tempo a fare spam su internet o gira per concerti a lasciare locandine, chi cerca di tenere contatti con le bands o con gli sponsor, chi segue la parte tecnica ed economica. Periodicamente facciamo delle riunioni per avere un punto sulla situazione, per discutere le date prese nei locali, scegliere le band e contare i centesimi che entrano. Oltre me i collaboratori che lavorano continuativamente su Verona Hardcore sono: Robson Iancovski, Francesco Rodegheri, Alessandro Alberti, Ivan Giacopuzzi.

– Cosa significa essere “hardcore”?
Per quanto mi riguarda è cercare di oltrepassare dei limiti, tentare di andare oltre, di superare delle barriere personali, mantenendo sempre una base di umiltà.

– Da quando è nato il vostro movimento avete organizzato molti concerti. Solo nel veronese o anche altrove? Quanti gruppi avete coinvolto?
In tre anni e mezzo abbiamo fatto circa 60 date, grazie anche e soprattutto ai gruppi veronesi che ci hanno supportato fin dall’inizio e ovviamente alle persone che partecipano da sotto il palco, coinvolgendo più o meno 80 bands, italiane e non. Abbiamo principalmente organizzato nel veronese anche se molte volte abbiamo cercato di offrire un supporto per organizzare in altre città, attraverso la rete di persone che abbiamo conosciuto in questo periodo.

– Puoi raccontarci qualche aneddoto? Quali sono le band che ti hanno stupito maggiormente? E quelle che ti hanno deluso?
Come aneddoto ricordo molto bene quando siamo riusciti a coinvolgere nello stage diving il batterista dei Paura che, incurante, ha continuato a suonare! Sto disperatamente cercando di recuperare il video della serata. Per quanto riguarda le band, sono rimasto molto stupito dell’affabilità di molti gruppi come gli Straight Opposition che credevamo su un’altro pianeta, poi rivelatisi dei grandi amici. Mi hanno deluso molto alcuni gruppi, di cui preferisco non fare i nomi che, al contrario di quello che dicono nelle loro canzoni, fanno della questione economica, il cachet, la cosa più importante.

– Avete licenziato una compilation che racchiude molte band, non solo veronesi. Parlacene.
La compilation si intitola “Three years of attitude”, racchiude un totale di 25 tracce di 7 band veronesi, 15 italiane e 3 straniere, è stata coprodotta con la High Voltage Records di Torino e tutte le band partecipi e grazie agli sponsor veronesi (Black Jack Tattoo, Mr G Tattoo, 100one) che ne hanno finanziato una parte.
Questa compilation è un progetto che è servito prima di tutto per festeggiare insieme a tutti gli appassionati del genere i nostri primi tre anni di attività, ma soprattutto per avere una testimonianza di quello che abbiamo vissuto in questo periodo, per avere una prova fisica del nostro impegno. Siamo molto fieri di questo cd, ci siamo resi conto che ci sono moltissime persone che oltre ad aver apprezzato, hanno voglia di fare, di rimboccarsi le maniche e di sbattersi per una passione comune.

– Credi che la cultura musicale veronese sia sufficiente per approciare un movimento come il vostro?
Non credo che la cultura musicale influisca molto sull’approcciarsi a quello che facciamo, nel senso che non deve necessariamente piacere il genere o avere una cultura immensa su di esso, spero che la persone che ci sostengono lo facciano perché hanno capito che vogliamo dare un’alternativa, vogliamo ricreare una scena che a Verona ha sempre faticato ad uscire.

– Cosa ne pensi di internet? E’ un buon mezzo di diffusione o ormai si è tramutato in uno specchietto per le allodole?
Internet è una lama a doppio taglio. Preferisco sempre e di gran lunga girare per i concerti a smazzare volantini piuttosto che affidarmi ai social network. Ovviamente per questioni ben comprensibili non se ne può fare a meno, ormai il web ha contaminato in modo irreversibile moltissimi aspetti della quotidianità delle persone, è uno strumento che sicuramente riesce ad arrivare a molta più gente e in un istante, ma che a mio parere rimane comunque troppo impersonale. Si perde il contatto umano, che è quello che cerchiamo organizzando concerti.

– Chi vi osteggia?
Principalmente chi non ha capito quali sono le nostre intenzioni, ma che non fa niente per sapere quali sono e preferisce dare aria alla bocca piuttosto che ammettere di non sapere un cosa e chiedere. Siamo stati accusati più di una volta di organizzare per fare soldi sugli amici, noi abbiamo sempre risposto pubblicando i resoconti dei concerti con entrata a pagamento, con entrate ed uscite, e si è visto che di soldi in cassa ne entrano gran pochi e ne escono fin troppi, la maggior parte di tasca nostra.

– Quali sono gli obbiettivi futuri della Verona Hardcore?
Far bene sempre e comunque. Far crescere la scena per lasciare qualcosa alle persone che si divertono con noi sotto e sopra il palco.

One Comment

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  1. Fox / Gen 6 2012 06:04

    bella li Diego🙂

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