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29 maggio 2011 / bommaraya

The Haunted – “Unseen”


di Francesco Zampini


Dovevamo capirlo già ai tempi di “The dead eye”, il concetto doveva rafforzarsi con “Versus”, e adesso con “Unseen” non abbiamo più scuse. I The Haunted sono un gruppo in continua evoluzione e di fare un disco uguale all’altro non ne hanno proprio voglia. Quindi dimenticatevi gli At the gates ( gruppo in cui militavano i 2 fratelli Bjorler ), dimenticatevi i primi lavori a nome The Haunted e cercate di approcciarvi a questo disco come ad un disco di  una qualsiasi metal, ma poi neppure tanto, band.

Non dovete pensare al fatto che in questa band suonino due personaggi che hanno contribuito ad inventare un genere, il melodic-death metal, di cui su questo disco non troverete praticamente traccia. Sembra che i cinque svedesi abbiano perso buona parte della loro cattiveria e della loro irruenza. Si percepisce la volontà di accantonare, per un tempo indefinito, la matrice death e di concentrarsi sulla melodia. E’ stata curata, probabilmente per creare un prodotto maggiormente accessibile, la “forma canzone”, fattore questo, che, insieme al tipo di produzione, rende l’intero disco molto orecchiabile e lontano dai tipici stilemi swedish che ci si poteva aspettare.

Quanto detto finora, però, non deve fuorviare. Sebbene il gruppo vada ad esplorare territori che dovrebbero restare sconosciuti per la maggior parte dei loro fans, “Unseen” è un lavoro che non porta il gruppo a perdere dignità. E’ un lavoro ben suonato (e ci mancherebbe altro) e interessante. Sentire la band cimentarsi con brani come Catch 22 e Disappear, in cui la melodia è l’elemento portante, può risultare strano ma non arriva ad essere un elemento negativo. Infatti la band non cade mai nella ruffianeria. Le cose non sembrano forzate. I cinque non sembrano seguire a tutti i costi il ritornello perfetto ma sembrano intrasprendere un percorso molto naturale e personale, che li porta comunque a distinguersi da tutti nel panorama musicale alternativo.

Alla luce anche di quanto detto a inizio recensione, questo lavoro va contestualizzato in un’evoluzione che il gruppo persegue da qualche anno. Vi aspettavate per caso un nuovo “Slaughter of the soul”? Sì? Bè, avete sbagliato tutto.  I The Haunted si stanno lasciando alle spalle un passato glorioso ma ingombrante, ponendo più attenzione sull’elemento rock rispetto a quello metal.

Ben vengano bands che hanno la volontà di cambiare e di non adagiarsi su quello che le potrebbe far vivere di rendita.

Voto : 6,5/10

Genere: metal

Prodotto da: Kobalt music

Anno: 2011

Sito web: http://www.the-haunted.com

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