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28 giugno 2011 / bommaraya

Soviet Soviet

domande di Francesco Zampini


Chi sono i Soviet Soviet?
Siamo tre amici, Alessandro, Alessandro e Andrea.

Provate a descriverci la vostra “poetica musicale”?
E’ quello che ci sentiamo di dire..è tutto un processo naturale e
spontaneo. E’ la musica che riusciamo a fare in quel momento.

Dal Punto di vista musicale quali sono i vostri punti di riferimento?
Ognuno ha i suoi punti di riferimento o meglio ognuno ha mille
influenze…influenze molto diverse tra loro, generi differenti. Penso
che sià un punto di forza non concentrarsi e non “attingere” da
un’unica fonte .

Sul disco non si può fare a meno di notare una forte componente
post-punk e new wave, cosa significano per voi questi 2 generi? Siete
concordi con la recensione che vi abbiamo fatto?
Sì l’abbiamo letta e non siamo d’accordo. Ci chiedi cosa significano
questi due termini: post punk e new wave…sappiamo da dove provengono, i gruppi di riferimento ecc. ecc. ma è difficile etichettare e spiegare un tipo di musica che ci viene in modo del tutto spontaneo e senza pensare.

Il disco ha una produzione oscura, con suoni non molto nitidi, un’equalizzazione a tratti sfalsata, con un risultato finale al limite
del low-fi. E’ stata una scelta voluta?
No, non esattamente. Il disco “Nice” è una collezione dei primi due ep registrati in tempi diversi…è possibile notare anche un cambiamento all’interno…e l’aspetto low fi non era contemplato e sinceramente parlando, nemmeno notato.

Secondo voi, in Italia, potremo assistere ad un forte ritorno alle
situazione ottantiane che magari in altre parti d’Europa sono già
tornate in auge?
Questo non sappiamo dirtelo…l’Italia è un “mondo a parte”…non segue le logiche diciamo “europee”.

Il vostro modo di suonare ricorda molto da vicino i grandi del
movimento new wave, di cui voi rispettate gli stilemi in maniera
piuttosto fedele. Non rischiate in questo modo di restare ancorati ad
un genere o comunque di risultare eccessivamente derivativi?
Questo è un’altra domanda alla quale non sappiamo risponderti..come ho detto prima, il nostro è un processo spontaneo e istintivo…se nel nostro modo di suonare vedi queste analogie possono solamente farci un gran piacere…per quanto riguarda la paura di rimanere ancorati a un genere o di risultare derivativi…non ce lo poniamo. Facciamo ciò che ci sentiamo di fare senza porci “paletti” per piacere a persone o per evitare questi “problemi”.

Voi siete di Pesaro, città in cui stiamo assistendo ad un certo
fermento musicale. C’è un motivo particolare? Sono stati creati più
spazi?
Pesaro è una città piccolissima…il perchè della nascita di molti
gruppi validi è che forse c’è un numero elevato di buonu musicisti.
Sicuramente non è dato dalla nascista di nuovi spazi..perchè a Pesaro i posti dove fare musica sono quasi inesistenti.

I progetti per il futuro dei Soviet Soviet?
Noi vogliamo suonare..sembra una risposta banale e scontata ma non lo è quando hai un lavoro e un sacco di scadenze.

Per quanto riguarda l’attività live, dove potremo vedervi e sentirvi?
Allora vediamo…abbiamo una serie di concerti all’inizio di luglio…3
giorni al sud d’Italia organizzati dall’agenzia Rocketta…poi avremo
qualche data in giro per l’Italia…comunque teniamo sempre aggiornata la pagina myspace e facebook del gruppo.

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