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23 marzo 2012 / bommaraya

Schneider Nur + Angels in hell – 22 marzo 2012 – Baricentro di San Martino Buon Alberto (VR)

di Francesco Bommartini

foto di Barbara Ficca


Il giovedì sera, si sa, è un giorno ostico per la musica live underground. E l’affluenza di giovedì 22 marzo al Baricentro ha confermato, purtroppo, il trend. C’erano 15 persone a parte le band e la crisi, è il caso di dirlo, non aiuta le persone a mettere il naso fuori di casa. Peccato perché il concerto avrebbe meritato qualche anima in più.
La serata è stata aperta, attorno alle 22,30, dagli Angels in hell, combo mantovano-veronese formato da 3 musicisti e un cantante.  Il gruppo, nato nel febbraio 2010, ha dimostrato buona coesione. L’hard rock proposto è diretto. Il batterista Alex Federzoni tira le fila del quartetto colpendo deciso le pelli e permettendo a Riccardo Benfatti, invero non precisissimo, di sfoderare assoli che ricalcano i cliché del genere, ma con buon gusto. Più che sufficiente anche la prova del bassista Davide Martin che, a causa di problemi tecnici, in un brano non si è proprio sentito. Ma ciò che dà davvero la quadratura alla band è la voce di Mirko Carnevali, ben equilibrata e in grado di cantare sia ballad che pezzi tirati. Tra l’altro la pettinatura del vocalist ricordava molto quella del cantante dei The Rasmus.
Ben diversa la proposta dei veronesissimi Schneider Nur. La loro musica porta direttamente negli anni’60 con qualche incursione negli arpeggi a là The Smiths, qualche atmosfera morriconiana, un modo di cantare baustelliano ma il tutto personalizzato quanto basta. Così “Ben poche prospettive”, “La realtà” e gli altri brani scorrono piacevoli tra effetti particolari creati con la pedaliera, ed in qualche caso con il synth, da Gianpietro Rinaldi ; la discreta regolarità alla batteria di Matteo Sona; i giri di basso di Andrea Zanini e le schitarrate di Michele Lonardi, che dà le giuste sfumature ai brani senza appesantirli. Proprio Lonardi conferisce maggiore briosità ad alcuni pezzi con il sassofono mentre Claudio Martini, in
giacchetta grigia e camicia, spicca visivamente e tratteggia le tematiche dei brani. Proprio a livello vocale i passi in avanti ci sono tutti, peccato solo che al Baricentro capire i testi fosse un’impresa. Avanti così, in attesa dell’Ep.

Pubblico: *

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