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28 marzo 2012 / bommaraya

Speciale: ALIEN

di NeuRath


1978. Gli sceneggiatori Daniel O’Bannon e Ronald Shusset, ancora giovanissimi, stanno cercando di relizzare un horror a bassissimo costo e di ambientazione fantascientifica. L’idea è quella di fare una versione horror di “Dark Star”, e il fulcro dell’intero film dovrebbe essere una scena davvero impressionante: il mostro alieno, introdottosi sulla nave terrestre fecondando un membro dell’equipaggio, nasce uscendogli dal petto, fra schizzi di sangue e di intestini. Lo scheletro della sceneggiatura rimarrà quello, ma i due hanno un grosso problema: non vogliono realizzare il solito mostro alieno, l’ennesimo ammasso di gelatina, o un essere con mille occhi o con delle tenaglie al posto delle mani. Non vogliono il classico uomo in un costume di spugna. Il problema si risolve quando nelle mani degli sceneggiatori arriva una copia del “Necronomicon”, libro di incisioni del visionario svizzero Hans Ruedi Giger (quello, per intenderci, della copertina di ‘To Mega Therion” dei Celtic Frost). In quelle visioni claustrofobiche ed oscure vedono il loro Alieno perfetto, e contattano subito l’artista. Il budget sale, sale, e a Giger viene commissionata la creazione dell’astronave aliena e di quattro diverse creature (tutti gli stadi evolutivi dell’Alieno, dall’uovo alla creatura adulta). Come regista viene ingaggiato Ridley Scott, che si adatta perfettamente al mood delle creazioni di Giger. Una leggenda sta per nascere.

ALIEN

Un’astronave coomerciale viene dirottata su un pianeta disabitato, attirata da un segnale misterioso. Trovano un velivolo non umano e abbandonato, ma infestato di uova misteriose. Da lì un alieno si insinua sulla nave e ne massacra l’equipaggio. L’unica sopravvissuta sarà colei che riuscirà ad uccidere la bestia e salvare la situazione. Raccontata così la trama di Alien sembra essere di una banalità sconcertante. Allora cosa rende questo film, in bilico fra il genere horror e quello fantascientifico, un capolavoro ancora visto ed ammirato oggi? Di certo la geniale regia di Ridley Scott e l’ottima interpretazione dell’esordiente Sigourney Weaver, ma soprattutto lui, l’Alieno, il mostro. L’alieno non viene mai inquadrato chiaramente, ma solo lasciato intuire. È un essere antropomorfo (in Alien3 ne scopriremo la ragione), con una testa molto allungata e priva di occhi e degli artigli affilatissimi. Si tratta di un essere terribile ma affascinante ed estremamente sensuale, che si insinua sull’astronave fecondando un membro dell’equipaggio. La creatura di Giger è diventata in breve tempo un vero e proprio simbolo dell’horror, ma nonostante questo da allora Giger non ha più lavorato a grandi produzioni hollywoodiane (se si esclude il mediocre “Species – Specie Mortale”) e si è rischiuso nel suo mondo popolato di alieni, tecnodroidi ed esseri deformi.

ALIENS

Sette anni dopo, nel 1986, esce nelle sale “Aliens – Scontro finale” il secondo capitolo di quella che sarebbe diventata negli anni una lunga saga. Lanciata nello spazio nella sua capsula di salvataggio, Ripley (Sigourney Weaver) viene salvata dopo avere vagato in stasi nello spazio per 50 anni poco prima che sul pianeta dell’astronave infestata dagli Alieni, ora sede di una colonia umana, si scateni una cerneficina. Non ricevendo più alcun segnale dalla colonia, la Compagnia (la multinazionale senza nome che sembra controllare tutto e tutti) invia una piccola task force a cui viene invitata a partecipare Ripley, come unica persona mai venuta a contatto con questi esseri. Rispetto al primo film abbiamo molta più azione, sparatorie, battaglie ed un intero esercito di Alieni. Scopriamo che hanno una struttura gerarchica molto forte di tipo insettoide, a cui sta a capo una gigantesca regina (pur rimanendo fedeli alle creature del primo film, queste saranno realizzate senza l’intervento di Giger) che depone le uova ed utilizza i coloni per incubare i propri piccoli. Ovviamente Ripley sarà l’unica a salvarsi, e la colonia aliena verrà distrutta. Come il film precedente si apre con il risveglio di Ripley e si conclude con il suo addormentarsi, come un sogno al contrario. Particolarmente felice l’idea di non tentare una replica del primo film, ma realizzare un’opera nuova ed originale.

ALIEN3

Ancora una volta Ripley è lanciata nel vuoto, addormentata, su una capsula di salvataggio. Questa volta finirà per schiantarsi su un pianeta-prigione ormai quasi disabitato. Verrà ospitata fra i lavoratori-galeotti, ma si scoprirà che nella capsula c’era anche un alieno, ora libero di scorrazzare in giro e massacrare a piacimento. Essendo stato incubato da un animale da soma (o da un cane, nella versione cinematografica) l’alieno stavolta, pur mantenendo i suoi tratti distintivi, è quadrupede, velocissimo e più feroce che mai. Con l’aiuto di Ripley i prigionieri riusciranno ad ucciderlo, ma la donna scoprirà di essere incinta di una nuova regina. Finalmente si analizza il rapporto fra Ripley e l’alieno (ogni volta che lei si risveglia se ne trova almeno uno attorno). L’unico modo per distruggere la creatura ed evitare che cada nelle mani della sezione armamenti della Compagnia, che la cerca spasmodicamente, è il suicidio di Ripley. Con la morte della protagonista si chiude così la trilogia degli Alien.

ALIEN: LA CLONAZIONE
200 anni sono passati dalla morte del luogotenente Ellen Ripley, e non sono state mai trovate altre tracce degli Alieni. I militari che volevano mettere le mani su una così perfetta macchina di morte però hanno trovato una soluzione: sono riusciti a clonare Ripley incinta della regina, ed estrarre l’ospite, che si sviluppa rapidamente e comincia a deporre uova. Ma qualcosa è andato storto. Scopriamo infatti che Ripley non è un essero umano qualsiasi, ma il suo codice genetico si è ibridato con quello alieno. Nel frattempo gli Alieni riescono a fuggire dalle loro gabbie e scatenano morte e distruzione sull’astronave che ospita il centro di ricerca. Con l’aiuto di una banda di contrabbandieri (“partner commerciali” dei militari) Ripley riuscirà nuovamente a distruggere la regina che nel frattempo, avendo mischiato i propri geni con quelli di Ripley, ha smesso di deporre uova e ha sviluppato un utero da cui nascono ibridi mezzi umani e mezzi alieni. Questi essere riconosceranno Ripley come madre, ma quest’ultima non si farà scrupolo di lasciarli esplodere insieme all’astronave. Con l’atterraggio sulla Terra della nave dei contrabbandieri si conclude questo quarto film della serie, diretto da Jean-Pierre Jeunet (quello del “Favoloso Mondo di Amelie”!), secondo me di gran lunga il migliore soprattutto per come si è evoluto l’antagonismo tra la specie umana e quella Aliena, cioè con la nascita di una serie di ibridi (Ripley, la Regina con sistema riproduttivo umano, i nuovi Alien antropomorfi). Qui si dovrebbe concludere la saga di Alien, interamente sviluppata in ambienti estremamente claustrofobici (il primo e il quarto su un’atronave nello spazio, il secondo e il terzo su pianeti solo parzialmente terraformati, quindi sostanzialmente inabitabili) e sempre male illuminati, ma il grande successo commerciale di tutti e quattro gli episodi impedirà alla creatura di Giger di dormire sonni tranquilli (ed eterni).

ALIEN VS. PREDATOR

Pianeta Terra, oggi. Una spedizione antartica scopre i resti di un’antichissima piramide di origine ignota sepolta sotto i ghiacci. Proprio in quel momento dallo spazio arrivano i Predator, che utilizzano quella struttura per un rito iniziatico, ovvero un combattimento con la più forte e terribile razza aliena esistente: gli Alien. I poveri umani della spedizione vengono a trovarsi nell’occhio del ciclone, e solo una di loro riuscirà a salvarsi. Inutile sottolineare che la fusione delle sue serie ha ragioni puramente commerciali (l’idea era già stata sfruttata anche da una serie a fumetti), l’ambientazione è quella dei film di Predator e del fascino di Alien non rimane quasi nulla. Sembano completamente spariti i sottintesi sessuali della creatura, ormai pesantemente ritoccata in computer grafica e ridotta ad un lucertolone assassino. A salvare il film contribuisce la buona regia di P.W. Anderson (anche sceneggiatore), purtroppo rovinata dall’utilizzo piatto ed impietoso delle luci, che per la prima volta illuminano a giorno la penombra in cui si annidava l’Alieno dissipando l’atmosfera “onirica” in cui si muovevano tutti i primi quattro film. La sostituzione, nel ruolo del protagonista, di Sigourney Weaver con un Raoul Bova al suo debutto hollywoodiano dovrebbe essere sufficiente a rendere l’idea del livello della pellicola. Quello che rimane è un film d’azione carino e tutto sommato piacevole, ma nulla di più. Come se nei primi quattro film avessimo visto un giovane leone in azione nella savana, e qui potessimo ammirarne solo un esemplare vecchio e stanco dietro le sbarre di uno zoo.

Links:
www.fox.co.uk
www.foxmovies.com

Trailers:
Alien http://www.youtube.com/watch?v=JUbZUMUw-Ok
Aliens http://www.youtube.com/watch?v=HECEKVgLzxE
Alien3 http://www.youtube.com/watch?v=w2TVgUCnv-Q
Alien : La clonazione http://www.youtube.com/watch?v=RG5tNWWXYK8
Alien vs. Predator http://www.youtube.com/watch?v=bTZrTtEmCV4
Alien vs. Predator: Requiem http://www.youtube.com/watch?v=sx7MtZI8DpY

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