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29 marzo 2012 / bommaraya

Intervista: LEGS OF LAMB

domande di Francesco Bommartini


1 – E’ da poco uscito il vostro primo Ep, recensito anche nel nostro sito. L’abbiamo trovato maturo, ma perché avete deciso di registrarlo in sala prove? Come si sono svolte esattamente le sessioni di registrazione?

Il motivo principale è quello economico, nella musica girano pochi soldi, e nelle nostre tasche ancora meno. Stefano Lanza e Francesco Soave, con la strumentazione resa disponibile dal CSM centro studi musicali Verona, ci hanno dato un aiuto fondamentale, sono venuti gratuitamente e nonostante qualche problemino tecnico (e un freddo da polo nord) ne è uscito un buon lavoro. Non sapevamo cosa aspettarci, nessuno di noi è un professionista, è stata una specie di avventura, e ci siamo divertiti un sacco. Poi il tutto è stato mixato e masterizzato dal Dirty Sound Studio; cogliamo l’occasione per ringraziare Federico Grella, che è stato fondamentale per la buona riuscita del lavoro finale.

2 – Suonate live da settembre del 2011. Avendovi visti più volte ho notato da subito la vostra compattezza e la precisione strumentale. Come avete fatto a raggiungere così presto una quadratura del genere?

L’avere una sala prove propria è sicuramente un ottimo punto di partenza, poi abbiamo sempre cercato di suonare tanto e con il metronomo. Presi singolarmente nessuno di noi è un mostro della tecnica (anzi…) e quindi per raggiungere una certa coesione (anche se il lavoro da fare è ancora tantissimo), lavorare sui particolari e suonare con costanza è fondamentale.

3 – Avete partecipato alla seconda edizione del TIRO Contest classificandovi secondi. Com’è stata l’esperienza? In genere cosa pensate dei concorsi musicali?

E’ stata un’ottima esperienza, uno dei concorsi migliori a cui abbiamo partecipato. In genere sono un ottimo modo per uscire allo scoperto, spesso per una band agli inizi (soprattutto di musica inedita) è difficile avere date; poi, aspetto di non minore importanza, è un modo per confrontarsi e conoscere altre band.

4 – Come pensate di promuovere il vostro Ep? So che lo presenterete, la sera di Pasqua, al Maracaibo di Bovolone (VR). Avete altre date fissate?

Abbiamo deciso di rendere disponibili le canzoni gratuitamente sul web (dall’8 aprile, direttamente dalla nostra pagina facebook), mentre per l’EP vero e proprio chiederemo un’offerta libera, e sarà venduto per lo più ai live, che sono la nostra vera essenza. A noi interessa solo che la nostra musica giri e si diffonda il più possibile e che chi viene a sentirci si diverta. Al Maracaibo la sera di Pasqua speriamo ne esca una bella festa, ci saranno anche i Backing Band Project, un’altra band di Verona davvero in gamba. Poi suoneremo sabato 31 marzo allo Splash bar di Pescantina per la finale provinciale del Veneto Rock Contest, l’ultimo week end di maggio al Tregnago Rock Contest (non sappiamo ancora la data certa) e il 20 luglio all’Art Pollution Festival di Povegliano. Al momento siamo in contatto per finalizzare altre date, ma niente di sicuro ancora.

5 – Quali sono le vostre influenze principali? Ascoltandovi io direi Queens of the stone age e Pearl Jam, sbaglio?

I Queens Of The Stone Age sono il nostro punto di partenza, nel senso che sono uno dei pochissimi gruppi che piace a tutti e quattro (insieme agli A Perfect Circle, Them Crooked Vultures…). Poi, in realtà abbiamo gusti abbastanza diversi, ognuno apporta la propria creatività e quello che tentiamo di fare è proprio una commistione di generi, cercando di creare comunque un nostro sound identificativo.

6 – Quando avete cominciato cosa vi aspettavate? Quando e perché hanno preso vita i Legs of Lamb?

Suoniamo per suonare, perchè ci piace farlo, ci divertiamo. Questo è quello che ci ha spinto e ci spinge tutt’ora. Certo un po’ di ambizione c’è e cerchiamo di lavorare con costanza per raggiungere un buon livello, ma non ci facciamo illusioni.

7 – Cosa pensate della scena veronese? Seguite spesso i concerti?

Si, cerchiamo di seguire i concerti. La scena underground veronese è molto valida, ci sono un sacco di ottime band che nessuno conosce. Il problema è che non esistono i canali per emergere, le band non sanno dove proporsi, prima di tutto, e sono soffocate da mille difficoltà e costi spesso insostenibili. Poi, probabilmente si tratta di un problema “culturale”, a pochi interessa la musica live, men che meno quella inedita. Dovrebbe essere un valore, invece spesso viene disdegnata.

8 – Se foste il gestore di un locale cosa cambiereste, secondo la vostra esperienza, nell’approccio nei confronti dei musicisti?

I gestori sono spesso interessati solo ed esclusivamente a far cassa. La musica live viene vista solo in un’ottica di possibile fonte di guadagno. Questo, da parte di un gestore, è sicuramente giusto, però (alcuni, non tutti) non capiscono che se si puntasse di più sulla qualità della proposta musicale, i risultati economici, sul lungo periodo, si vedrebbero. Se un locale chiama una band “perchè porta amici” farà cassa una sola sera. Se un locale punta invece su musica live di una certa qualità con costanza riuscirà a crearsi un pubblico più vasto e fedele. C’è un generale menefreghismo da parte dei gestori nei confronti dei musicisti (n.d.r. – sante parole).

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