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29 marzo 2012 / bommaraya

Max Gazzè – 30 gennaio 2011 – Teatro Nuovo (VR)

di Francesco Bommartini


La musica di Max Gazzè è di difficile classificazione. Se poi l’artista romano suddivide un concerto in due tempi, acustico ed elettrico come accaduto domenica 30 gennaio al teatro Nuovo di Verona, le cose si complicano.Dopo una prima ora acustica, con il cantato incastonato tra batteria (suonata in piedi), basso acustico, chitarra e fisarmonica, il quartetto guidato dal riccioluto cantautore si è lanciato in un vortice di distorsioni ed effetti. Certo, il controllo della situazione non è mai sfuggito di mano alla band (perché di questo si può parlare). D’altronde si sa, Gazzè non apprezza particolarmente il rumore fine a se stesso. Ma questo non gli ha impedito di togliere la magliettina che aveva indossato durante l’acustico per mostrare, indossando una t-shirt, che anche la sua musica ha i muscoli.

“Sul ciliegio esterno” dà il via alla prima ora di musica. E inizio migliore non poteva esserci per il sottoscritto. Si susseguono “Siamo come siamo”, “Cara Valentina”, “Elogio alla sublime convivenza” e “Se piove” (da “Gadzilla”) con in coda una lunga parte solista. Qui Gazzè dimostra, ma non ce n’era bisogno, la sua bravura di musicista. Se il grande pubblico solitamente ne nota la capacità vocale, con cui Gazzè accarezza i padiglioni auricolari dell’ascoltatore, il Max bassista è sublime. La prima ora si conclude con altri estratti dai vecchi lavori: “Il timido ubriaco”, “Colloquium vitae” e “Una musica può fare“.

Gazzè è in forma. Intrattiene il pubblico con garbo, addirittura improvvisa una piccola recitazione parafrasando Carmelo Bene. Quando i tecnici liberano il palcoscenico e si alza il sipario per il secondo atto non si può che rimanere sorpresi. Ora Gazzè e musicisti sono nel proscenio attorniati da un impianto luci differente, amplificatori e tastiere. E la prima canzone che suonano in elettrico è estratta dall’ultimo album (“Quindi?”): “A cuore scalzo”. Poi tocca a “Vento d’estate” prima di proporre altri estratti da “Quindi?” (“La cosa più importante”, “Mentre dormi”). Non mancano i successi “Annina”, “Il solito sesso”, “L’uomo più furbo del mondo” ma pure altri brani (“Mostri”).

La chiusura è affidata a “La favola di Adamo” ed Eva che in coda si tramuta in “Stand up, get up” di Bob Marley e in “Ain’t no sunshine” prima di concludersi. Al termine del live per Gazzè e compagni sono applausi scroscianti. Cantautorato, space rock, folk, pop elettronico…incasellare Max Gazzè con una definizione è complesso. Forse si può semplicemente parlare di buona musica.

Pubblico: *****

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