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10 aprile 2012 / bommaraya

16LL + Forensick + Bombatomica – 7 aprile 2012 – Teatro Dim di Sandrà (VR)

di Francesco Bommartini

foto di Barbara Ficca


Ancora una volta le associazioni Rocken e Malkovich sostengono l’underground. E lo fanno bene. Innanzitutto scegliendo una bella location come il teatro Dim di Sandrà, e poi portando una serie di band, in questo caso tre, quantomeno interessanti.
Purtroppo,per questioni di impegni contingenti, non siamo riusciti a seguire il live dei 16 Lovers Lane. Tuttavia, avendone ascoltato il mini Ep “Don’t try to push me”, e avendoli seguiti al Castrum e Verona Rock, posso definirne gli estremi. Si tratta di un trio, composto da Michele Segala alla voce e chitarra, Giorgia Quaggiotto alla voce e tastiera e Federico Di Fonte (ex Carnera Fm e ora anche nei Safe Crash) al basso. Le architetture musicali che costruiscono sono plumbee e dilatate. Sentendo alcuni commenti sabato sera pare che il loro concerto abbia soddisfatto i più.
Quando entriamo al Dim hanno invece appena cominciato i Forensick. La loro musica è energica e consta di elementi pop, beat e funk. Il tutto è reso meno intelligibile, almeno per chi ascolta generi “classici”, da un rivestimento electro. Infatti il sound del basso e delle chitarre è obesizzato da effetti piuttosto pieni. La vera peculiarità del gruppo sta però nella voce, invero quasi caricaturale, del cantante italo-americano che accentua molto, non so quanto volutamente, la sua americanità nel cantato in italiano. I testi sono ironici ma al Dim, invero, non si sono sentiti molto. E questo nonostante i suoni degli strumenti fossero ben bilanciati.
La sala si riempie davvero solo con l’arrivo di Michele Bombatomica and the dirty orchestra. Non che prima fosse vuota ma con

l’arrivo sul palco dei 5 musicanti veronesi molti di coloro che si trovavano nel bar della struttura hanno deciso di avvicinarsi, creando un bell’effetto visivo. Così Mic & co cominciano a riversare sul pubblico la loro musica fatta di reminiscenze balcaniane, Gogol Bordelliane e Morriconiane. Davide Bronzato al contrabbasso dà le giuste pulsazioni su cui s’innestano tutti gli strumenti. Risaltano sopratutto banjo e tromba, creando un effetto tanto movimentato quanto epico su cui la voce di Mic Bertoldi ha avuto buon gioco con la sua timbrica vissuta. Ad un certo punto ho dovuto scuotere la testa per tornare in Italia, fino a poco prima credevo di essere stato in Messico. Convincenti nonostante, o forse grazie anche, ai suoni più sporchi rispetto ai Forensick.

Pubblico: ***

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