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15 aprile 2012 / bommaraya

Giovanni Lindo Ferretti – 13 aprile 2012 – Live Club di Trezzo sull’Adda (MI)

di Francesco Bommartini

foto di Barbara Ficca


Una leggenda. Giovanni Lindo Ferretti è questo per chi ne ha seguito le gesta in CCCP, CSI e PGR. Certo, ultimamente la sua attitudine è parecchio cambiata. Da punk ribelle, ancorché profondo, ad eremita-filosofo vicino a posizioni cattoliche ed addirittura filo-leghiste. In mezzo una storia, una vita, qualche buon libro e un cancro debilitante che lo ha profondamente segnato. Venerdì 13 aprile sera io e Barbara siamo giunti al Live Club attorno alle 22. Il locale è veramente molto bello con zone rialzate e relativi divanetti, una pista ampia in cui ospitare gli interessati a seguire concerti di vario genere, un ristorantino ad un piano superiore ed un bar con tanto di Guinness, Tennet’s, Leffe, marchi di birra che solitamente non si trovano ai concerti.
Quando Lindo Ferretti fa la sua comparsa sono passate le 23 da una quindicina di minuti. Non introduce nulla e accompagnato da i due ex Ustmamò Ezio Bonicelli (violino e chitarra elettrica) e Luca Rossi (batteria elettronica, basso e chitarra elettrica) comincia

il suo excursus nelle canzoni di CCCP e CSI. La veste minimale dona ai brani un’aurea intimista. Purtroppo però, ed è da dire, seguire un concerto di questo tipo nel pur bellissimo Live Club è fuorviante. Un teatro, magari piccolino come quello di Casaleone (VR) dove avevo seguito Ferretti nel gennaio 2009, sarebbe più adeguato alla situazione. Ferretti è quasi immobile, imperturbabile, in alcuni frangenti dà quasi l’idea di essere lì per caso.

A smentire questo dubbio le canzoni, le sue canzoni. La maggior parte dei brani proposti fanno parte del repertorio dei CSI. Splendida in particolare la versione di “Cupe Vampe“. Non mancano anche, in vesti minimaliste, “A tratti” e molte altre opere d’arte molte delle quali, ahimè, sconosciute al sottoscritto che fa mea culpa.
Dal repertorio dei CCCP, quello da me più atteso, vengono proposte una “Annarella” poco carica, “Amandoti”, una buona versionedi “Radio Kabul”, una spiazzante “Tu menti”, “Mi ami” e, finalmente, una terremotate “Per me lo so” a chiusura del concerto. E’ allora che sembra di tornare negli 80’s, quando i CCCP incendiavano i palchi italici e non solo. Il migliaio di presenti inizia a muoversi, a pogare! Persino la batteria elettronica sembra una manna dal cielo dopo aver subito troppi pezzi senza base ritmica. Torna l’energia.
Un concerto onesto, emozionante ma criticabile. Ma d’altronde questo è sempre stato Ferretti, criticabile.
Organizzatore: Live Club
Pubblico: ****

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