Skip to content
29 aprile 2012 / bommaraya

Cur_Lies + Blumige + SomberLight + Bell Tower – 28 aprile 2012 – Esterno chiesa di Cadidavid (VR)

di Francesco Bommartini


Sono rimasto stupito della stridente differenza della popolazione dei concerti e di chi, invece, sabato sera, a Cadidavid, si stava recando nella vicina Le Disque, discoteca famosissima in tutto il veronese. Credetemi, vedere alcuni ragazzini (davvero giovani) sul piazzale dinanzi alla chiesa bestemmiare e lanciare presunte provocazioni, oltre a carte-bottiglie-schifezze assortite a terra, è stato avvilente. E lo è ancor di più vedere la tracotanza e l’ignoranza di parte della cosiddetta popolazione della notte. Altrochè horror, si tratta di pura realtà. Taciuta ma presente nelle piazze e nelle teste delle nuove, e vecchie, generazioni della nostra città. Nel bar vicino alla chiesa giovani e giovanissimi si sbronzano, rimandando l’ingresso in discoteca, finché non sono “abbastanza carichi”, annullando le residue capacità neuronali in favore di scempiaggini e atteggiamenti assolutamente irrispettosi nei confronti di chiunque. Innanzitutto di loro stessi. Concerti e discoteca, ieri come mai è apparsa una sfida epica: eros e tanatos.
Torno ora alla manifestazione che interessa chi legge ArtCorner. C’è sempre bisogno di portare attenzione alla musica suonata da musicisti in carne ed ossa. Per questo il nome della manifestazione di tre giorni (che si terrà anche stasera e domani) organizzata dal Noi di Cadidavid è appropriatissimo: “Alziamo Noi il volume”. E la serata di sabato 28 aprile è risultata essere particolarmente riuscita. Tanta la gente venuta ad assistere, con interesse, alle esibizioni sul piazzale interno della chiesa. Lo stand all’interno, forte di prezzi popolarissimi, ha spento fame e sete dei presenti.
Quando sono arrivato i Bell Tower erano già sul palco. La loro proposta si concentra sulle cover rock-blues, invero abusando di pezzi conosciutissimi come la solita, ancorché bellissima, “Sweet home Alabama”. Il risultato degli sforzi dei giovani è apprezzato e apprezzabile. Le capacità tecniche ci sono, specie del chitarrista solista. Forse provare a fare pezzi originali potrebbe essere il passo successivo per non essere considerati semplicemente una delle tante band da sottofondo, da sagra. Che poi, in fin dei conti, e se è quello l’obiettivo, non significa avere introiti certi, vista l’abbondanza di gruppi generalisti e anche molto più scafati.
Nettamente più urticante il sound dei SomberLight. Il quartetto di Legnago si mostra agli astanti senza vergogna. Noise e rumorismo, attitudine adatta ed intensità sono il pane quotidiano della band. Le uniche voci che fuoriescono dal coacervo di suoni malati sono quelle del bassista Felis che urla, straziato dal dolore della composizione. Il pubblico reagisce bene e la proposta di nicchia del quartetto diviene improvvisamente accettabile alle orecchie dell’uomo qualunque. Un applauso anche a Domenico Carnevale, Carlo Polo e Pietro Ansidei. Equilibristi dell’improponibile.
Ottima la figura fatta, ancora una volta, dai Blumige. Il loro rock progressivo, reso tale dalla presenza di piano e synth, suonati da Michele Bellamoli, ha fatto colpo. Si susseguono i brani del nuovo demo, distribuito durante la serata ad offerta libera, ma pure gli altri brani del repertorio come “Canzone di guerra”. Michele Pontelli intona le parole, semplici, dei pezzi infondendo un’aura quasi sacrale al tutto. Mah, forse sarà stato l’imponente campanile della chiesa a suggerirmi quest’aggettivo. Tuttavia il succo è che i tre arrivano, e lo fanno bene. Ecco, se devo segnalare un difetto direi che i volumi avrebbero potuto essere più elevati, coerentemente con il nome della manifestazione.
A chiudere piacevolmente la serata ci hanno pensato le Cur_Lies, un quintetto composto da quattro donne e dal bassista session Menegazzi. La frizzantezza è la loro dote preponderante ma le musiciste coinvolte nel progetto danno punti a molti colleghi maschietti. Molto ben calibrata la voce di Federica Lorenzini che condivide la scena con la sorella Francesca, al violino; Marta Zugliari alla batteria e Federica Bellomi alla chitarra e cori. “Call me” di Blondie e altre cover rock, perlopiù cantate da donne, fanno parte dell’ossatura del loro repertorio.

Pubblico: ****

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: