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29 aprile 2012 / bommaraya

Intervista – Le etichette: FRIDGE

domande di Francesco Bommartini


1 – Ho letto sul vostro sito www.fridge.it che state digitalizzando il vostro catalogo. E’ una scelta obbligata? L’unica possibile per sopravvivere nell’odierno mercato musicale? E…si sopravvive davvero?

Cento domande in una… è una scelta obbligata come lo è la mail per un giornalista. Il mondo è cambiato, il modo di lavorare e di promuovere la musica sono cambiati e anche le soddisfazioni sono diverse. Quando vedi che i tuoi pezzi sono stati venduti in canada o in sud africa e in giappone ti fa piacere, è la potenza della rete! Comunque utilizzare i nuovi mezzi non vuol dire trascurare i vecchi. Riguardo il ”sopravvivere” il periodo è quello che vediamo, è brutta per tutti figurati per una indie! Ridendo e scherzando però sono 20 anni di Fridge e questa è una soddisfazione!
2 – Sul sito è scritto: “Fridge Records ascolta con attenzione tutto il materiale che le viene inviato, legge i messaggi e le richieste inoltrate sul proprio sito e tramite myspace, ma risponde solo in caso di un reale interessamento”. A quanti avete risposto in questi anni? Siete riusciti a formalizzare la maggior parte delle proposte? Avete notato cambiamenti di atteggiamento nei confronti della vostra etichetta con il passare del tempo?

In realtà rispondiamo quasi sempre a tutti, il problema è che diversi gruppi vorrebbero un parere e non possiamo recensire tutti!!!
Poi quando qualcosa ci piace contattiamo, ma a prescindere da uno scopo finale determinato. Voglio dire che conoscere un bravo musicista è un piacere a prescindere, se ti piace quello che fa. Poi se ci fai un disco, se lo inviti per una serata o se gli chiedi un pezzo per una colonna sonora sono cose che si vedono in seguito. Non sono cambiamenti di atteggiamento, il modo di rapportarsi è diverso ed è anche logico che sia così. Negli anni 90 eravamo un punto di riferimento per la scena indie, grunge e punk, era il periodo delle posse. Adesso questi movimenti musicali non esistono più, non esiste una scena, non c’è il fermento di allora. Purtroppo sono riusciti a ”fighettizzare” anche il panorama indipendente.
3 – Avete un roster di artisti? Quali sono? Ce ne sono, o ce ne sono stati, alcuni che sono arrivati a poter campare di musica?

Non abbiamo un roster di artisti nel senso che non vincoliamo gli artisti con nessun genere di contratto, i contratti li facciamo sui dischi, sulle canzoni, sui progetti. Vincolare un gruppo vuol dire legarlo e a noi piace lasciarli liberi di volare, di esprimersi come meglio credono e come meglio è per loro. Comunque i Toys Orchestra campano, penso, anche se non ho visto la loro dichiarazione dei redditi alla Rai saranno diventati miliardari! A parte gli scherzi, di band che campano di musica dalla Fridge ne è passata tanta ma gli elenchi non mi piace farli, sbirciate nel sito e di sorprese ne troverete tante.
4 – I vostri sogni proibiti in fatto di artisti, anche famosissimi, da poter mettere sotto contratto…

lily allen, ahahah!
5 – Com’è il vostro rapporto con i media? Quali sono le riviste e le trasmissioni (tv e radio) che, attualmente, ritenete davvero utili per promuovere la vostra attività e quella della musica in Italia?

“Il rock è la più grande forma di ribellione contro i potenti, è per questo che il potere ha inventato MTV” questa frase può farti intuire il nostro punto di vista… intanto siamo indipendenti, quindi non ci interessano i canali radio o televisivi mainstream dove tutto è omologato e dove le tendenze vengono decise a tavolino dagli espertoni. La nostra comunicazione è diversa, una volta erano le fanzine ora il web ma comunque è un discorso di nicchia. Vedi, un vero musicista dovrebbe suonare per il gusto di farlo e a prescindere da quanto la sua musica può vendere. Con questo stesso spirito noi lavoriamo ai progetti, se poi venderai quanto i Verdena o quanto i Massimo Volume si vedrà…Di certo anche la stampa che si occupa di musica specializzata in Italia è poco coraggiosa, vanno sul sicuro e non gli piace scommettere, se pensi che i Toys Orchestra prima di avere una copertina hanno aspettato 10 anni…

6 – Quante persone lavorano per la Fridge Records? Avete sostegno da parte dello Stato? Cosa pensate della Siae?

E’ una società e i collaboratori sono tanti, diciamo almeno 4 o 5 per ogni progetto. Mai avuto aiuti e sostegni da parte dello stato, diciamo che per queste cose la francia è un paradiso e l’italia l’inferno. La Siae, l’essere editori musicali, è la cosa che ci permette di sopravvivere, il reddito principale deriva dai diritti d’autore. Anche per un musicista, è impensabile la musica come mestiere senza diritto d’autore. Questo non vuol dire che la Siae funziona bene, anzi.

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