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2 maggio 2012 / bommaraya

Litfiba – 1 maggio 2012 – Arena di Verona

di Mattia Brunelli

foto di Mattia Brunelli


Era da tempo che in Arena non si sentivano dei volumi così alti e soprattutto puliti per un concerto rock. Forse perchè era da tempo che in Arena non si assisteva ad uno spettacolo fatto così bene. Si portano dietro un palco abbastanza essenziale, quasi per dire: “Lo spettacolo lo facciamo noi.” In effetti in un epoca fatta di palchi spaziali che colpiscono lo spettatore più delle canzoni stesse, il rock dei Litfiba sa il fatto suo. Il duo fiorentino torna a Verona dopo qualche anno di assenza per presentare il nuovo disco “Grande Nazione” uscito un paio di mesi fa. Dopo un pomeriggio torrenziale sembra quasi che anche Dio voglia godersi lo spettacolo e alle 20.30, giusto mezz’ora prima dall’inizio del concerto, decide che di acqua a Verona ne è venuta abbastanza. I Litfiba salgono sul palco poco dopo le 21.00 in un Arena non proprio piena.

Ecco qui c’è da dire che per una volta gli organizzatori o chi per loro sono riusciti a fare una cosa che ha dell’inverosimile: vista la scarsa affluenza di pubblico dovuta alla pioggia (o forse prevedevano che i Litfiba non facessero sold out), hanno fatto scendere gli spettatori delle gradinate non numerate, nel settore delle gradinate numerate. Forse per dare l’impressione che l’Arena fosse piena, visto che c’erano due cameraman sul palco a riprendere il concerto? Fatto sta che sembrava si prevedesse poca affluenza visto che gran parte delle gradinate non numerate erano transennate con divieto d’accesso.

I Litfiba aprono il concerto con “Squalo” e l’Arena letteralmente esplode. La platea è piena di ragazzi e signori non proprio giovani che ballano e danno il sangue per il rock fiorentino. Pelù è un animale da palco che sa ipnotizzare con il suo carisma, la sua voce e le sue mitiche mosse. Al suo fianco, il fido e ritrovato Ghigo Renzulli che non si sposta dalla sua postazione per tutta la durata dello spettacolo e ci ricorda come si suona una chitarra senza effettistica particolare. Renzulli, sia chiaro, non è il chitarrista per eccellenza della storia del rock però sa come rifinire un brano, sa come creare dei riff granitici che non si scordano più e fanno ballare, sa come creare una canzone che giri tutta intorno a lui.

E sa fare questo da ormai trent’anni. Per due ore filate eseguono (pochi) pezzi nuovi come “Fiesta Tosta”, “Brado”, “La Mia Valigia”, “Elettrica” per poi concentrarsi con brani più storici come la splendida “Tex”, “Fata Morgana”, la provocatoria “Dimmi Il Nome”, “Gioconda”, “Lacio Drom”, “Sole Nero”, “Barcollo” e “Cangaceiro”. E sorpresa riaffiorano pezzi storici che non venivano eseguiti da un po’ come la bellissima “Sparami” e la danzereccia “Regina Di Cuori”. Il gran finale ovviamente arriva sulle note de “El Diablo“, “Ritmo #2” e “Lo Spettacolo”. In mezzo a tutto questo Pelù parla dei cassaintegrati di Porto Marghera, critica lo Stato prima di eseguire Grande Nazione e critica ovviamente il Papa.

Il concerto è bellissimo, il tempo vola via in un attimo e ci si ricorda di quanto può fare il rock, quando le canzoni effettivamente ci sono e sono splendide e il carisma scenico svolge gran parte del lavoro. Il pubblico risponde con calore e vivacità. Anche troppa quando il tizio in piedi dietro di me, ma posizionato due gradini più in su, a causa del troppo vino in corpo, cade vicino a me non una ma due volte. Diciamo pure che per disincastrarlo dalle seggioline dell’Arena (terribili, fredde e scomodissime) ci sono voluti ben cinque minuti la prima volta. La seconda ha fatto da solo.

Questo mi fa riflettere sulle condizioni in cui la gente va a vedere i concerti. Ma c’è davvero bisogno di ubriacarsi, di fumare durante tutto lo spettacolo per godersi maggiormente la performance eccellente dei Litfiba? Questo purtroppo è un quesito che non troverà mai risposta. So bene che le persone intelligenti sanno come godersi un concerto e ieri sera purtroppo, tante di quelle persone sono rimaste a casa per paura della pioggia.

 Pubblico: ***

3 commenti

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  1. Lidio / Mag 2 2012 11:13

    Mannaggia a me mi son fatto fregare dalle previsioni catastrofiche del meteo e dalla poca voglia della consorte…complice la distanza …. E me li sono persi!!! Ho tentennato fino alle 18.00 poi ho rinunciato, oltre sarei arrivato troppo tardi! Oggi sono incazzatissimo! Che dire , spero facciano un DVD!

    • bommaraya / Mag 2 2012 13:00

      Caro Lidio, ti capisco perfettamente. D’altronde quando il tempo è così è sempre complicato.

      • Giuseppe / Mag 2 2012 18:30

        Ci sarei andato volentieri ma mi sono alzato da tavola alle 17,30 rotolando…blurp!

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