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2 giugno 2012 / bommaraya

Intervista – Le etichette: LORDWINNI RECORDS

domande di Francesco Bommartini

risposte di Michele Nicoli e Francesco Marrella


1 – Come, quando e perché nasce la LordWinni? Da chi è composta?

La LordWinni al momento è composta da me (michele nicoli) e da un mio amico, Francesco Marrella, in veste di “coordinatore” delle varie attività. Inoltre tutte le band con cui abbiamo collaborato in fondo fanno parte della famiglia del Lord. La Lwr è nata circa cinque anni fa, quasi per scherzo.  Inizalmente l’esigenza era quella di registrare i miei lavori e quelli degli amici più intimi. Poi la cosa si è evoluta in modo molto naturale, allargandosi alla richiesta di tutte le altre band che chiedevano un aiuto nelle registrazioni di provini o di session ad un prezzo umano. Con l’arrivo di Francesco nel 2010, abbiamo poi pensato di cominciare a pubblicare, gratuitamente e sul web tutti i lavori che venivano registrati nel nostro studio a Cellore.

2 – Quali sono gli artisti che incidono per voi? Puoi farci una breve descrizione di ognuno?

Ci sono svariate tipologie di musicisti ed band, ci piace considerare la musica a 360 e non facciamo troppe distinzioni di generi, la cosa importante sono la passione e la voglia di fare. Ci sono gruppi rock, folk, ambient, indie, punk, progetti per colonne sonore e quant’altro…Vengono per registrare dischi, demo, ep e pre produzioni. La maggior parte sono giovani band che vogliono crescere e esprimersi, compiendo con noi i primi passi, scoprendo come funziona una registrazione e l’impegno che occorre per suonare un disco; cosa che viene spesso sottovalutata.

3 – Sul vostro sito è possibile ascoltare in toto tutti gli artisti che producete. A cosa è dovuta questa scelta?

Per dare libertà d’espressione, visualizazzione alle band e ai loro lavori, e poi perché al giorno d’oggi devi farti sentire! Mi sembra abbastanza inutile registrare un disco e poi tenerlo metà nel cassetto. Purtroppo i costi per riuscire a stampare e distribuire un disco vero e proprio sono oggigiorno eccessivi, quasi ridicoli. Non è un caso se in generale il nostro mercato musicale è completamente bloccato: i gruppi di talento ci sono, ma non hanno uno sbocco commerciale.  Inoltre va considerato che su internet si trova di tutto e non sempre è materiale degno di nota. Pubblicando il materiale prodotto e registrato da noi, vogliamo in un certo senso dare un “marchio di qualità” del prodotto che ciascuno può ascoltare, che il genere possa piacere o meno. Insomma, siamo una “etichetta di produzione artisitica”, piuttosto che una normale etichetta discografica.

4 – Il fulcro dell’etichetta pare essere l’UnderThePool studio. Parlacene.

Prima dell’etichetta, nasce lo studio portatile nella mia sala prove, in una situazione intima con la possibilità di lavorare a tutte le ore senza essere disturbati da fattori esterni. La registrazione è importante: è da li che inevitabilmente nasce un disco e quella dello studio è un’esperienza che spesso si rivela fondamentale per il percorso artisitico e personale di un gruppo. Non a caso tutti i lavori Lord Winni nascono in primis da un rapporto umano tra me e la band che, in un certo senso, mi chiede aiuto. Una volta ultimate le registrazioni, mix e master, cerco, anche con l’aiuto del Fra, di dare una mano alla band per farsi conoscere, tramite il bandcamp, le recensioni dei lavori, ovviamente dei concerti e provando ad organizzare anche qualche cosa di originale.

5 – Come vedi il futuro della musica, veronese e non, e che strategie pensi di porre in essere?

Non saprei, di sicuro verona è una città iper musicale: per questioni di nascite di band, per nuove proposte e sperimentazioniSono, più che altro, preoccupato (ma fino ad un certo punto) per tutta questa inversione di sound. Dal rock vivo e vitale dello scorso decennio, ormai vuoi per crisi o necessità,  siamo passati a set acustici e minimal, un adattamento alle esigenze di un mercato morto per quanto riguarda gli spazi e le occasioni in cui poter suonare e che a lungo andare sta pesando anche sul generale sentire nei confronti della musica. La colpa di una simile stasi non può essere scaricata solo ai locali, che devono gestire una manfrina burocratica infinita; né alle band che non avendo modo di suonare non possono migliorare un livello esecutivo mediocre e un rapporto con il pubblico spesso ingessato; neppure chi organizza, può essere accusato in toto, dal momento che sono spesso  persone e associazioni animate dalla sola passione e con fondi risicati. A conti fatti non è colpa di nessuno… quindi credo che sia fondamentalmente colpa di tutti: paghiamo tutti quanti la nostra ottusità ed egoismo. Ma io (e noi) voglio andare contro corrente, a costo di suonare meno in giro!

6 – Tre gruppi da mettere sotto contratto, se poteste…

Sono di parte ma sicuramente (metterò sotto contratto) il nuovo progetto-supergruppo che sta sorgendo dalle ceneri “cattive” dei Canadians. Gli Ancher per la loro musica e capacità di esprimersi, che direi quasi unica. Non è una caso se ho deciso di collaborare con loro in sede di live, vista l’amicizia di lunga data che ci lega. Il terzo lo lascio decidere al fra…..

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